Un impiegato comunale usticese, che possiede un ovile e delle capre, si diletta nella produzione del formaggio e della ricotta in casa, utilizzando un ‘quàgghiu’ (caglio) risultante dalla lavorazione degli stomaci di capretti mai riempiti d’erba messi sotto sale, poi esposti ad essiccare al sole e poi immersi nel latte per un certo periodo di tempo, così da formare una sostanza pastosa omogenea. Gli oggetti usati dall’uomo sono piuttosto moderni: bottiglie in plastica, fornelli a gas, ‘quadara’ (pentolone) in alluminio, filtro concavo a maglie di alluminio, ‘fasceddi’ (fascelle) in plastica, sale in busta, bacinelle in plastica e come ‘cazza’ per raccogliere i fiocchi di ricotta utilizza un mestolo forato in alluminio. I commenti e le descrizioni del protagonista, durante il filmato, fanno comprendere meglio ciò che nel frattempo sta facendo.